Noi, alunni della classe 5ªD dell'istituto Buonarroti (plesso Castellana), tra il mese di settembre e ottobre, durante le prime settimane di attività didattiche, abbiamo deciso di soffermarci su un tema che riguarda tutti: LA PACE.

Lo abbiamo fatto attraverso attività sia dentro che fuori dall'aula; questo ci ha permesso di confrontarci anche con chi non è della classe. Abbiamo sentito il bisogno di chiederci cosa significhi davvero costruire la pace. Ma perché abbiamo deciso di trattare proprio questo tema? Perché oggi più che mai, in un mondo pieno di guerre e conflitti, abbiamo capito che non è un argomento che riguarda solo gli adulti o i governi, ma riguarda anche noi nel nostro piccolo.

Abbiamo capito che la pace comincia con piccoli gesti quotidiani e che ogni parola o azione può unire o dividere. Dopo esserci confrontati, abbiamo compreso che la pace non è solo un'idea astratta, ma una responsabilità che ciascuno di noi deve assumersi giorno dopo giorno.

Abbiamo iniziato guardando immagini e video riguardanti la pace, ci siamo interrogati sulle emozioni che i bambini provavano cercando di immedesimarci nelle loro storie.

"Non essere in guerra non significa essere in pace"
— Prof.ssa Alessandra Cannizzaro

Con l'aiuto di una scheda abbiamo trovato dei modi per risolvere i conflitti di tutti i giorni, per esempio: sforzarsi di condividere o di fare a turno con un gioco; mettersi nei panni degli altri; ignorare le provocazioni. Ma come ci ha detto la prof.ssa Alessandra Cannizzaro durante un'intervista: "Non essere in guerra non significa essere in pace." Abbiamo capito che è necessario un comportamento attivo per costruire la pace.

Per questo abbiamo scritto un decalogo di dieci azioni che ci possono guidare a costruire la pace nella vita di tutti i giorni, come ad esempio: supportare le persone nei momenti di difficoltà o accettare la personalità dei compagni.

I nostri intervistati invece si sforzano di costruire la pace nella vita quotidiana rispettando gli altri senza mai sopraffarli, utilizzando sempre voce bassa, al fine di creare buoni rapporti con tutti (prof.ssa Agata Sferlazzo). Un altro modo è parlarne spesso in classe col supporto di video e favorendo il dialogo sul tema della pace e anche in famiglia, soprattutto con il figlio (prof.ssa Alessandra Cannizzaro), o ancora favorendo strumenti e occasioni di riflessione al fine di far conoscere i diritti fondamentali di ciascuno e stimolando il pensiero critico tra gli studenti dell'istituto (Dirigente Scolastico Iole Ciaccio).

Secondo quest'ultima, attraverso il rispetto di questi diritti e la pratica della giustizia si può ottenere la pace anche a livello internazionale. Alla fine, per sintetizzare le tante riflessioni fatte in classe, ciascuno di noi ha scritto un tema dal titolo "La pace comincia da me".

Per concludere, noi siamo consapevoli di non essere supereroi, non siamo governanti e non possiamo fermare le guerre che ci sono nel mondo, ma questa non è una buona scusa per rimanere immobili.

Ma allora che cosa possiamo fare?

Possiamo iniziare dalla nostra vita di tutti i giorni, dalla nostra famiglia, dalla scuola e dagli amici. Così come si costruisce un edificio mettendo un mattone sopra l'altro, così possiamo costruire la pace con un gesto dopo l'altro.

Questi gesti devono rispettare la libertà di tutti, sono gesti che promuovono la giustizia e rispettano le regole di convivenza. Se la lite o il conflitto è in corso, siamo i primi responsabili che devono trovare una soluzione pacifica.

Caro lettore, per costruire "LA CASA DELLA PACE" ci vuole il contributo di tutti, anche il tuo! Non aspettare, comincia da adesso.